ho sognato di stare ancora a bologna, ma erano passati decenni. mi aggiravo perso e incredulo per le strade, e tutte le carte e tutti i documenti che prima attestavano le nostre esistenze ora giacevano sparsi all'interno degli edifici cadenti della città ormai in pezzi. ricordo di essermi fatto coraggio mentre guardavo tramontare un sole pallido, e di essere entrato in uno di questi palazzi in rovina : dentro c'erano due tizi vestiti con abiti di due secoli fa che facevano del caffè usando una vecchia cucina a gas montata alla buona nell'atrio. tutt'intorno giornali, carte, lettere. quello più basso, calvo e con la barba, si rivolgeva all'altro, che aveva i capelli ricci e lunghi, con frasi sconnesse e domande apparentemente senza senso. un dialogo che pressappoco si svolgeva così :

<<il sole 24 ore del 15 gennaio 2001 dice che è  aumentato il prezzo del caucciù>>
<<hai comprato del caucciù? tu?>>
<<no, ecciù?>>
<<no, niente caucciù>>
<<dovremmo comprarne un po' prima che aumenti ancora>>
<<il caucciù?>>
<<eh>>
<<e la farina? e le elezioni? e l'erba?>>
<<lo sai che non parlo di politica>>

d'un tratto cercai d'intromettermi nella conversazione, dal momento che i due non si erano evidentemente accorti della mia presenza e sarebbero andati avanti così per ancora un bel po'.

<<scusate, ma di cosa state parlando?>>
<<ah, sei tu. potevi pensarci prima. lo vuoi un po' di caffè?>>
<<si si, il caffè col caucciù>>
<<no, grazie... io...>>
<<no? no?>>
<<non vuole il caffè!!! ahhh!>>
<<non è che non lo voglio, è che...>>
<<tu non capisci! noi dobbiamo bere caffè! noi dobbiamo! noi, almeno noi, noi dobbiamo rimanere svegli in tutto questo inferno!>>
<<non farci caso - disse quello calvo - sono anni che non dorme>>
<<e tu?>>
<<ecciù>>.